Divieto monetizzazione ferie: interviene l’ARAN

L’ARAN, Agenzia Nazionale per la Rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, per usare le parole sel sito web istituzionale come primo compito “svolge ogni attività relativa alla negoziazione e definizione dei contratti collettivi del personale dei vari comparti del pubblico impiego, ivi compresa l’interpretazione autentica delle clausole contrattuali e la disciplina delle relazioni sindacali nelle amministrazioni pubbliche“.

In un periodo, perdurante purtroppo da anni, di blocco legislativo della contrattazione nazionale per tutto il pubblico impiego, e nel conseguente contrarsi di tutte le attività connesse dell’Agenzia, la stessa pubblica un memorandum relativo al divieto di monetizzazione delle ferie, a conferma della gravosità dell’applicazione dello stesso, in questa sede più volte trattato.

Un intervento da accogliersi con favore, evidentemente, considerato che, come su queste pagine riportato in questo articolo, un parere reso il 7 agosto dall’Aran pareva non tener conto del divieto.

Il parere si trova qui.

Non ritengo di utilitàcommentarlo, poiché, a parte qualche piccola nota polemica nel lamentare chiarimenti mancati per il periodo transitorio o nel sottolineare la peculiarità del lavoro pubblico (“privatizzato” solo per gli aspetti meno gravosi per lo Stato), il parere riporta fedelmente le altre “opinioni” espresse in sede ministeriale, come se fossero canoni interpretativi tali da “aggirare” il divieto legislativo.

Abbiamo più volte ritenuto lampante come un funzionario ministeriale non possa sostituirsi al Parlamento (per dirla con parole semplici) con pareri dal contenuto estraneo alla legge, quindi si riporta il parere Aran per completezza di informazione, e si rimanda agli altri approfondimenti rirpotati su queste pagine sullo stesso tema.

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