Ferie personale scolastico e legge di stabilità

Venerdì 22 dicembre la Camera ha approvato in via definitiva la legge di stabilità. Quella che un tempo era la legge finanziaria si trova, ancora più degli altri anni, a ricomprendere moltissime disposizioni, eterogenee tra loro, per via dell’accelerazione della crisi politica e dell’impossibilità di convertire in legge decreti in attesa, appunto, di conversione.

Continua, occorre premettere, l’inveterata abitudine di redigere le leggi in singoli articoli e numerosissimi commi, in contrasto con le indicazioni normative specifiche sul tema http://gazzette.comune.jesi.an.it/2001/101/8.htm.

La legge di stabilità, non ancora pubblicata, contiene norme in tema di monetizzazione delle ferie del personale della scuola.

Precisamente:

Art. 1 comma 42: Il personale docente di tutti i gradi di istruzione fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative. Durante la rimanente parte dell’anno la fruizione delle ferie è consentita per un periodo non superiore a sei giornate lavorative subordinatamente alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale senza che vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica

Art. 1 comma 43: All’articolo 5, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie.

La norme in questione in qualche modo agevolano i dirigenti scolastici alle prese con le difficoltà, più volte in questa sede evidenziate, del divieto di monetizzare le ferie al personale che non poteva fruirne materialmente, come quelo scolastico a tempo determinato.

Le nuove norme tuttavia non risolvono affatto tutti i dubbi recati dal divieto della monetizazione delle ferie, e dispongono nella pratica nuovi irrigidimenti per il personale scolastico. Le novità prevedono quindi:

L’obbligo di fruizione delle ferie per il personale scolastico in generale

Il comma 42, a prima vista, ricalca la disposizione contrattuale prevista per il personale scolastico in generale, ovvero il comma 9 dell, art. 13 CCNL, che testualmente dispone:

9. Le ferie devono essere fruite dal personale docente durante i periodi di sospensione delle attività didattiche; durante la rimanente parte dell’anno, la fruizione delle ferie è consentita al personale docente per un periodo non superiore a sei giornate lavorative. Per il personale docente la fruibilità dei predetti sei giorni è subordinata alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l’eventuale corresponsione di compensi per ore eccedenti, salvo quanto previsto dall’art. 15, comma 2.

Due disposizioni speculari, se non per un particolare fondamentale: la nuova disposzione prevede l’obbligo di fruizione delle ferei nel periodo di sospensione delle lezioni definite dai calendari scolastici; la disposzione contrattuale prevede (va) l’obbligo nel caso di sospensione delle attività didattiche.

La differenza tra le due ipotesi è deducibile dalle regole sull’ordinamento scolastico (art. 74 D. Lgs. 297/94) per cui: 2. Le attivita’ didattiche, comprensive anche degli scrutini e degli esami, e quelle di aggiornamento, si svolgono nel periodo compreso tra il 1 settembre ed il 30 giugno con eventuale conclusione nel mese di luglio degli esami di maturita’.A norma del medesimo articolo sono demandate al calendario scolastico regionale le decisioni sulla sospensione delle lezioni.

Il personale scolastico deve quindi fruire delle ferie nei giorni in cui le lezioni non si tengono, anche in quelli definiti dal calendario scolastico regionale, residuando soli 6 giorni di ferie (oltre ai permessi personali) da fruirsi in costanza dello svolgimento delle lezioni.

Limiti al divieto della monetizzazione delle ferie per il personale supplente

In base all’art. 19 del vigente CCNL, il personale supplente non è obbligato a fruire delle ferie nei periodi di sospensione delle lezioni (quelli cioè che si verificano in corso d’anno). Quest’obbligo è invece recato dal comma appena analizzato della legge di stabilità, che quindi prevede che tutto il personale docente:

  • fruisca delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni;

  • soggiaccia alle ordinarie regole in tema di divieto di monetizzazione delle ferie;

  • veda operare l’eccezione del divieto di monetizzabilità per il solo personale supplente, che potrà vedersi indenizzata la mancata fruizione “limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie “.

Nella pratica, saranno indennizzabili (con responsabilità, lo ricordiamo, tutta addossata ai dirigenti e ai responsabili di procedimento) i soli giorni che materialmente non potevano essere fruiti nei giorni di sospensione delle lezioni.

Viene quindi di nuovo in evidenza quel comportamento tanto contestato dai sindacati che, nelle more dell’approvazione della legge di stabilità, vedeva singoli dirigenti scolastici collocare in ferie d’ufficio il personale supplente nei giorni di sospensione delle lezioni.

Un comportamento che oggi diviene quasi obbligatorio, imponendo precisi calcoli e massima attenzione da parte degli uffici del personale.

Dovrà essere prevista la fruizione dei giorni di ferie durante la sospensione delle lezioni, contrariamente a quanto previsto dal contratto. In caso contrario, sarà responsabilità amministrativa indennizzare le ferie non fruite nella loro totalità.

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