Gli aggiornamenti di inizio anno

Negli ultimi giorni sono entrati in vigore importanti provvedimenti, assolutamente eterogenei e quindi meritevoli di apporfondimento e studio (quando non di panico interpretativo, come gli ultimi anni di legislazione ci hanno insegnato).

Il “Decreto sviluppo”
Il Decreto Legge 179 dell’ottobre 2012 è stato convertito in legge il 17 dicembre 2012, ed è in vigore dal 19 dicembre. Qui il testo.

La legge di stabilità
Quella che era la legge finanziaria è contenuta nella legge del 24 dicembre 2012, n° 228, in vigore dal 1 gennaio 2013.
La legge sconta la consueta confusione di commi e disposizioni eterogenee al suo interno, aggravata dal fatto che molte disposizioni contenute in decreti legge in scadenza, non convertiti per l’accelerazione della crisi politica conseguente alle dimissioni del Governo Monti, sono stati convertiti all’interno del provvedimento (meglio, ribaditi, poiché non si parla di conversione ma si ripropongono le medesime disposizioni contenute nei decreti).

La legge consta di un singolo articolo, di 561 commi e di due allegati. Ignorando completamente, ancora una volta, quella circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri del 2001, intitolata “Guida alla redazione dei testi normativi”, che, tra le altre preziose indicazioni, al punto 2.3.3 espressamente dispone “E’ opportuno evitare un numero eccessivo di commi per ciascun articolo. Orientativamente, è eccessivo un numero di commi eccedente 10“.

Una sintesi dei principali provvedimenti contenuti nella legge, in tema di lavoro, si trova qui

La legge sui figli naturali

Mi consento una breve digressione dai temi solitamente analizzati, per ricordare un altro provvedimento entrato in vigore il primo gennaio.
Si tratta della legge 219 del 10 dicembre 2012, avente per oggetto “Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali, in vigore dal 1 gennaio”, che si trova qui

Un provvedimento che ha dovuto attendere l’anno 2012 per mettere fine ad una odiosa discriminazione, che vedeva i figli nati non in costanza di matrimonio sottoposti ad una situazione peggiorativa rispetto ai figli c.d “legittimi”, dal punto di vista ereditario e da quello parentale, non intercorrendo alcun tipo di raporto di parentela tra figli naturali e famiglia di provenienza. I problemi che potevano sorgere (e sono sorti) ai fini ereditari (con netta prevalenza dei diritti dei figli legittimi) e parentali (con il rischio che in caso di morte dei genitori i figli naturali venissero affidati alle cure dello Stato o dati in adozione invece che ai nonni a agli zii),sono stati finalmente risolti.
Dopo anni di disegni di legge arenati, decaduti con lo scioglimento anticipato delle Camere, dimenticati in balia dell’inerzia politica.
Un buon motivo per ricordare una cosa buona di questa legislatura.
Sorvolando sull’ultimo “dispettuccio”: i 21 giorni per l’entrata in vigore, a fronte dei 6 giorni della legge di stabilità e ai due del decreto sviluppo.
Del resto le teste canute dei vertici istituzionali non hanno tutta la vita davanti, i bambini sì.

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