Graduatorie concorsuali: le ultime novità

Nell’articolo che inaugurava questo sito, a questo link, facevo il punto riguardo allo scorrimento delle graduatorie concorsuali.

L’argomento è stato interessato da due aggiornamenti di rilievo.
Il primo è recato dalla legge di stabilità del 24 dicembre 2012, n. 228, che ha accolto un emendamento che proroga la validità della vigenti graduatorie concorsuali.
In base all’art. 1 comma 388 (e relativa tabella richiamata) le graduatorie di concorso in corso di validità (sono tali, lo ricordiamo, quelle pubblicate dal settembre 2003, ininterrottamente) sono prorogate fino al 30 giugno 2012.

Il secondo è contenuto in una recente pronuncia del Consiglio di Stato, che ancora una volta ribadisce la tendenza, già analizzata, del favor nei confronti delle graduatorie rispetto all’indizione di un nuovo concorso. Con sentenza n. 6560 del 20 dicembre 2012, il Consiglio di Stato richiama la decisione dell’Adunanza plenaria n. 14 del 2011, e ribadisce che il favore per l’utilizzazione degli idonei di concorso, in occasione di nuove assunzioni, è congruente con le misure di contenimento della spesa. Il nuovo concorso è ipotesi cui ricorrere solo se emergono differenze significative con la vecchia procedura concorsuale.
Conseguentemente, l’atto che indice un nuovo concorso è illegittimo se non motiva le ragioni per cui non si attinge alla graduatoria vigente.

E’ ancora in vigore, lo ricordiamo, la norma inserita in sede di conversione alla legge sulla revisione della spesa (135/2012), ovvero il comma 4 bis dell’art. 14, che così dispone: “In relazione all’esigenza di ottimizzare l’allocazione del personale presso le amministrazioni soggette agli interventi di riduzione organizzativa previsti dall’articolo 2 del presente decreto ed al fine di consentire ai vincitori di concorso una piu’ rapida immissione in servizio, per il triennio 2012-2014, le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1 del predetto articolo 2, fermo restando quanto previsto dal comma 13 del medesimo articolo, che non dispongano di graduatorie in corso di validita’, possono effettuare assunzioni con le modalita’ previste dall’articolo 3, comma 61, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, anche con riferimento ai vincitori di concorso presso altre amministrazioni. Le assunzioni di cui al presente comma sono effettuate nei limiti delle facolta’ e delle procedure assunzionali vigenti e nell’ambito dei posti vacanti all’esito del processo di riorganizzazione di cui al comma 5 dell’articolo 2 del presente decreto. L’assunzione di cui al primo periodo avviene previo consenso del vincitore e l’eventuale rinuncia dell’interessato non determina decadenza del diritto all’assunzione…”.

Questa norma, che consente alle amministrazioni prive di graduatorie valide di attingere da quelle di altre amministrazioni, avrebbe avuto bisogno di misure applicative precise. E’ infatti assolutamente oscura la modalità di scorrimento; quali graduatorie siano utilizzabili, con quali priorità, con quali modalità.
Ad oggi non si conoscono misure applicative della norma (che pur recherebbe una certa agevolazione e semplificazione nella procedure di assunzione, oltre che sicura economicità amministrativa) né, conseguentemente, casi concreti di applicazione della disposizione.

2 pensieri su “Graduatorie concorsuali: le ultime novità

  1. Volevo sapere quanto dura una graduatoria di un concorso di un azienda di trasporto pubblico locale di un concorso che all’inizio era ad esaurimento e poi in corso di svolgimento del concorso stesso la scadenza veniva portata a due anni.Siccome chi dice due anni,chi dice tre,chi dice 18 mesi,se siete in grado di darmi una risposta certa la gradirei anche eventualmente con riferimenti alle leggi oppure se rientra nella proroga fino al 31/12/2013.Chiarisco che parlo di una azienda S.P.A. A TOTALE CAPITALE PUBBLICO,GRAZIE

    • La SPA, sia pur partecipata interamente dall’ente pubblico, non è assoggettata al regime del lavoro pubblico contrattualizzato. In proposito, segnalo la Corte Costituzionale 167 del 1 luglio 2013, per cui “La natura del soggetto scelto per l’esercizio di una determinata attività (nella specie una società privatistica, nella forma della s.p.a.) basta, infatti, ad escludere che il rapporto di lavoro dei dipendenti dello stesso sia assimilabile a quello alle dipendenze della PA.

      In contrario, non rileva che i dipendenti siano stati assunti sulla base di criteri e modi rispettosi dei principi di pubblicità, di trasparenza, di pari opportunità e di decentramento (art. 35, comma 3, d.lgs. n. 165 del 2001), essendo questa modalità diversa dalle procedure selettive aperte al pubblico, richieste dall’art. 97 Cost.
      Per le amministrazioni soggette al regime di assunzioni pubblicistico, comprese le proroghe delle graduatorie concorsuali, le segnalo la circolare funzione pubblica del 22 febbraio 2011, che non ricomprende le SPA nel novero dei soggetti cui si applicano le proroghe di assunzioni.

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