Lavorare in sinergia

Dall’insediamento del Governo Letta, molte cose sono cambiate per gli operatori della Pubblica Amministrazione, soprattutto se si ha l’accortezza di fare attenzione alle notizie riportate dal web.

Il sito del Ministero della Funzione Pubblica non manca occasione di magnificare il fervore operativo del Ministro D’Alia, ad esempio: la netta maggioranza delle news dell’ultimo mese riportano interventi vari del Ministro, da quello prefigurante il giro di vite contro i dipendenti pubblici sancito dal nuovo Codice di Comportamento, alla presenza, con tanto di corredo di dipendenti del medesimo Ministero, ad una udienza di Papa Francesco, fino all’intervista di oggi rilasciata al programma Uno Mattina, dove il punto di riferimento dei dipendenti pubblici si scaglia con fervore contro quella Pubblica Amministrazione “stupida” che vessa i cittadini. Parole di conforto per tutti i lavoratori dello Stato, con tutta evidenza.

Uguale ansia operativa e partecipazione nel ruolo di difesa, proposizione, impulso, innovazione, sperimentazione, confronto, ascolto, ricerca, promana dai sottosegretari Michela Biancofiore  e Gianfranco Miccichè.

Il testo “cerca” di google riporta relativamente all’ultimo mese, per il sottosegretario maschio notizie nevralgiche per i dipendenti pubblici, come l’outing sul passato di tossicodipendenza, la netta avversione per i matrimoni gay (pensate che sfiga essere omosessuale e dipendente pubblico) fino all’appoggio di alcuni candidati della lista Grande Sud. Con una noticina, sul proprio sito personale, del 3 maggio (righe due), riferita alla propria funzione.

La sottosegretaria femmina, invece, emerge dalle ricerche per aver snobbato il gay pride di Palermo (deve essere una fissazione), per aver portato il proprio cagnolino al Ministero e per le appassionate difese dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il web non offre precise garanzie e assoluta trasparenza, è noto, e quindi deve essere conseguenza di un alacre dedizione al lavoro la dimenticanza di una scadenza, per ora disattesa dal Governo del “fare”, ovvero la predisposizione, da parte del Ministero per la Pubblica Amministrazione, del Piano Nazionale Anticorruzione, documento guida per la redazione dei singoli piani triennali di ogni amministrazione.

Il termine per provvedere alla redazione dei piani è infatti scaduto lo scorso 31 marzo.

Speriamo che lo trovino, un posticino per il documento considerato pochi mesi fa, all’uscita della legge anticorruzione, fondamentale per la trasparenza della Pubblica Amministrazione, e per aiutare il lavoro di questi poveri stupidi.

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