Prime misure attuative della legge anticorruzione. La circolare della Funzione Pubblica

Il Dipartimento Funzione Pubblica il 25 gennaio ha pubblicato la circolare n. 1, avente ad oggetto le “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, connesse all’attuazione della legge 190 del 2012 (c.d. “anticorruzione”).
La circolare illustra i punti salienti riguardanti le attività concrete da predisporre da parte delle pubbliche amministrazioni, che sono quelle, come di consueto, ricomprese nell’elenco di cui all’art. 1 comma 2 del TU 165/2001.
Si tratta dei primi adempimenti, poiché deve ancora emanarsi il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) da parte del Dipartimento Funzione Pubblica e, sulla base di questo, il piano triennale di prevenzione da parte dell’organo di indirizzo politico di ogni amministrazione.
Il piano triennale deve emanarsi entro il 31 gennaio, ma, in fase di prima applicazione (ovvero per l’anno in corso) entro il 31 marzo 2013.
La circolare raccomanda tuttavia, a norma di quanto prescritto dalla legge anticorruzione, di nominare subito (da parte dell’organo politico al vertice di ogni amministrazione) il referente anticorruzione.

A questo proposito il documento detta indicazioni sulla figura, che si riassumono in breve:
– Il responsabile della prevenzione della corruzione deve essere individuato dall’organo di indirizzo politico tra i dirigenti di prima fascia o dirigenti generali. Per gli enti locali, deve essere, “di norma”, il segretario;
– La designazione (si specifica, di un unico responsabile) deve essere avviata “tempestivamente” e comunicata alla Civit;
– Deve evitarsi la nomina di dirigenti esterni e/o fiduciari, di incaricati di settori di studio e consulenza, di dirigenti degli uffici disciplinari, mentre si debbono indicare persone dal comportamento “integerrimo”;
– E’ un incarico aggiuntivo, e può comunque essere previsto un ufficio apposito;
– E’ preferibile una rotazione degli incarichi. Comunque, la durata dell’incarico è connessa alla durata di quello dirigenziale cui si affianca;
– E’ possibile prevedere una retribuzione aggiuntiva tramite la retribuzione di risultato;
– L’amministrazione, dopo la nomina, deve prevedere adeguati interventi di formazione ed aggiornamento;
– Possono essere individuati dei referenti per dipartimento o territorio, se previsti e definiti in quanto a competenze nel piano triennale;
– Deve essere assicurato al responsabile un supporto adeguato, tramite risorse umane elevate e risorse materiali adeguate;
– Principalmente, il responsabile deve: elaborare la proposta di piano – definire le procedure di formazione dei dipendenti che operino in ambiti “sensibili” – verificare attuazione e idoneità del piano e proporre modifiche ove necessario – verificare la rotazione degli incarichi nei settori “a rischio” – individuare il personale da formare. Gli inadempimenti costituiscono elementi per valutare la responsabilità dirigenziale;
– In particolare, in caso di passaggio in giudicato per un reato di corruzione interno all’amministrazione, risponde (con sanzione minima della sospensione dal servizio e privazione della retribuzione) anche il responsabile, a meno che non dimostri di aver elaborato il piano e aver vigilato sul funzionamento dello stesso. La responsabilità sussiste anche per omesso controllo e ripetute violazione del piano;
– Nel piano debbono essere previsti “specifici obblighi di trasparenza ulteriori rispetto a quelli previsti da specifiche disposizioni di legge”. Il piano quindi va collegato con il piano triennale della trasparenza (art. 11 d.lgs.150/2009), e il responsabile corruzione e il responsabile della trasparenza debbono lavorare in sinergia (quando non accorpati in un unico soggetto, come suggerito dallo schema di decreto sulla trasparenza recentemente approvato dal Governo);
– Tutti i dipendenti debbono collaborare, come prescritto dal piano. Disattendere quanto prescritto dal piano costituisce illecito disciplinare.
– L’attività del responsabile si affianca a quella dei dirigenti, che svolgono funzioni propositive e di controllo (come disposto dall’art. 16 del 165/2001 e recentemente modificato);
– Il responsabile riferisce della sua attività al Ministro o all’organo di indirizzo politico-amministrativo;
– Il responsabile deve informare immediatamente il dirigente responsabile e l’ufficio preposto se riscontra fatti di rilievo disciplinare affinché sia avviata l’azione disciplinare, deve informare la Corte dei Conti per danno erariale se riscontri dei fatti suscettibili di dar luogo a responsabilità amministrativa, e deve denunciare alla Procura della Repubblica qualunque ipotesi di reato.

Le considerazioni critiche nel prossimo articolo.

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