Scorrimento graduatorie concorsuali: facoltà o obbligo?

Lo scorrimento delle graduatorie concorsuali vigenti è stato negli ultimi anni tema ampiamente dibattuto soprattutto in sede giurisprudenziale: le continue manovre legislative tese al contenimento della spesa pubblica hanno contribuito alla proroga, di anno in anno, della vigenza delle graduatorie, ingenerando aspettative nei vincitori e negli idonei e provocando un ampio contenzioso, che ha appunto dato luogo ad interpretazioni abbastanza variegate.

Negli ultimi mesi, la tendenza sembra transitare dalla facoltà all’ obbligo di scorrimento, sempre nel caso che si decida, nelle ristrette maglie consentite dal legislatore, di assumere.

Il quadro normativo

L’art. 35 del TU Pubblico impiego, ovvero il D. Lgs. 165/2011, modificato dalla legge finanziaria per il 2008, dispone che “Le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche rimangono vigenti per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione…”.

Molte disposizioni normative sono poi intervenute per prorogare la vigenza delle graduatorie: l’ultima è contenuta nell’art. 1 comma 4 del DL 216/2011 (convertito nella legge 14/2012), per cui “L’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per le assunzioni a tempo indeterminato, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, approvate successivamente al 30 settembre 2003, è prorogata fino al 31 dicembre 2012, compresa la Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

Le graduatorie “utilizzabili”

Sono, per espressa disposizione di legge, solo quelle riferite a concorsi a tempo indeterminato. Le selezioni relative a posti a tempo determinato soggiacciono alle ordinarie scadenze temporali (tre anni).

Novità di rilievo è quella recata dal decreto sulla spending review; l’art. 14 è stato integrato, in sede di conversione, dal comma 4 bis, il quale dispone: “…le amministrazioni pubbliche di cui al comma 11 del predetto articolo 2, fermo restando quanto previsto dal comma 132 del medesimo articolo, che non dispongano di graduatorie in corso divalidità, possono effettuare assunzioni con le modalità previste dall’articolo 3, comma 61, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, anche con riferimento ai vincitori di concorso presso altre amministrazioni. Le assunzioni di cui al presente comma sono effettuate nei limiti delle facoltà e delle procedure assunzionali vigenti e nell’ambito dei posti vacanti all’esito del processo di riorganizzazione di cui al comma 5 dell’articolo 2 del presente decreto…”.

In previsione di ulteriori interventi normativi, già in data 22 giugno 2011 il Dipartimento Funzione Pubblica aveva avviato, nei confronti di tutte le amministrazioni dello Stato, una rilevazione atta a conoscere lo stato e l’effettività delle graduatorie vigenti per ogni singola amministrazione.

Occorre chiaramente attendere l’emanazioni di decreti attuativi per definire modalità concrete di utilizzo delle graduatorie di altre amministrazioni, chiarendo prima di tutto le priorità di scelta delle graduatorie e delle amministrazioni cui rivolgersi.

Le amministrazioni soggette a limitazioni delle assunzioni

Anche individuare le amministrazioni soggette alle limitazioni delle assunzioni è stato tema dibattuto, che ha trovato esito nella circolare del Dipartimento Funzione Pubblica del 22 febbraio 2011.

La nota dispone che “la limitazione alle assunzioni può nascere tanto da una disciplina assunzionale ordinaria che limita il turn over, quanto da una disciplina sanzionatoria legata a mancati adempimenti da parte delle amministrazioni. In entrambi i casi si applica la deroga. Per l’anno 2011 le amministrazioni soggette a limitazioni delle assunzioni sono pressoché tutte: le amministrazioni dello Stato, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, tutte le Agenzie, le Regioni, le Province, i Comuni, le Università, le Camere di commercio, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, compresi gli enti di ricerca, inseriti nell’elenco ISTAT, fermo restando per questi ultimi quanto detto nel paragrafo 4. Non sono sottoposti a vincoli assunzionali il Comparto Scuola e le istituzioni di Alta formazione e specializzazione artistica e musicale, i segretari provinciali e comunali. Per quanto riguarda gli enti pubblici regionali e locali il regime è fissato dai rispettivi ordinamenti. Analogamente avviene per le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, tenuto conto che il regime ordinario non prevede vincoli, salvo eventuali indicazioni prescritte dalla Regione o i vincoli che derivano dai piani di rientro. Le amministrazioni che non hanno vincoli non possono avvalersi della proroga della vigenza delle graduatorie”.

IL TAR Lazio con sentenza n. 3444/2012, proprio a proposito dell’annullamento di una selezione pubblica per dirigente indetta dall’ente locale Roma Capitale, ribadisce la perdurante vigenza delle graduatorie riferite ad una procedura conclusa da ben più di tre anni, quindi ricadente nel regime delle proroghe.

Viene meno così la limitazione che molte amministrazioni locali avevano addotto per attestare la non applicabilità agli enti locali della possibilità di vedere prorogata la vigenza delle proprie graduatorie, interpretazione peraltro confortata da note conformi dell’ANCI.

Un’interpretazione restrittiva che si concilia poco con i lamentati tagli alle amministrazioni locali, quando chiaramente il poter ricorrere alle graduatorie di concorso implica un forte risparmio di spesa.

Il quadro giurisprudenziale

La più recente tendenza giurisprudenziale è incentrata sulla possibilità di indire procedure concorsuali nuove in caso di vigenza di graduatorie concorsuali attinenti al medesimo profilo, ma stabilisce il principio dell’obbligo di motivare adeguatamente la scelta di non procedere allo scorrimento bensì a procedure nuove.

IL TAR Lazio con sentenza 3444 2012, nel procedere all’annullamento della procedura concorsuale per dirigente amministrativo indetta da Roma Capitale, richiama la sentenza 14/2011 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. Tale pronuncia non riconosce, si badi bene, un diritto soggettivo all’assunzione in capo agli idonei per il solo fatto della disponibilità di posti in organico, tuttavia reca l’importante principio per cui è discrezionale la scelta di ricoprire il posto vacante, ma l’amministrazione, una volta deciso per l’assunzione, deve sempre motivare le forme prescelte per il reclutamento, tenendo conto delle graduatorie vigenti e “nel massimo rilievo” il fatto che l’ordinamento tiene in generale favore l’utilizzo delle graduatorie “che recede solo in presenza di speciali discipline di settore o di particolari circostanze di fatto o di ragioni di interesse pubblico prevalenti, che devono, comunque, essere puntualmente enucleate nel provvedimento di indizione del nuovo concorso”, per poi concludere che la modalità di reclutamento tramite scorrimento delle graduatorie “rappresenta la regola generale, mentre l’indizione del nuovo concorso costituisce l’eccezione e richiede un’apposita e approfondita motivazione, che dia conto del sacrificio imposto ai concorrenti idonei e delle preminenti esigenze di interesse pubblico”.

L’esigenza di motivare il mancato scorrimento è ribadita dalla recentissima pronuncia del TAR Catania (n. 02073 del 4 settembre 2012), e nello stesso senso si era espresso il CDS con sentenza 4329 del 31/07/2012, statuendo il principio della prevalenza dello scorrimento delle graduatorie come modalità di assunzione privilegiata e dell’obbligo di motivazione in caso di scelta dell’Amministrazione di non ricorrervi.

Occorre dar conto di un’ultima interpretazione, resa dal TAR Lazio 7221 dell’agosto 2012: con tale pronuncia si va oltre e, in relazione ad un mancato ricorso ad una graduatoria concorsuale vigente dell’INPS, si giunge a riconoscere che l’Amministrazione, una volta assunta la decisione di assumere, “è vincolata ad attingere alla graduatoria concorsuale ancora valida ed efficace”, sia per rispetto al canone costituzionale del buon andamento e dell’imparzialità amministrativa imposto dall’art. 97 Cost. che sulla stregua di un consolidato orientamento giurisprudenziale.

Queste recentissima pronuncia quindi giunge ad individuare un obbligo dell’Amministrazione, che possa e decida di assumere, allo scorrimento di graduatorie concorsuali vigenti.

Indicazioni pratiche

Le graduatorie concorsuali a tempo indeterminato successive al 30 settembre 2003 sono, ad oggi, prorogate fino al 31 dicembre 2012;

Quasi tutte le amministrazioni sono soggette alla proroga; le stesse sono elencate nella nota circolare della Funzione Pubblica del 22 febbraio 2011, che ricomprende anche gli enti locali;

Nessun idoneo ha un diritto soggettivo all’assunzione, ma ogni qualvolta l’amministrazione decida di assumere, deve tener conto delle graduatorie concorsuali vigenti;

L’orientamento giurisprudenziale e le misure legislative più recenti tendono a favorire l’utilizzo dello scorrimento delle graduatorie;

Qualora si decida per nuove procedure concorsuali, si deve procedere a modalità di reclutamento diverse o per profili diversi;

In caso di selezione per il medesimo profilo, dovrà motivarsi adeguatamente il ricorso alla procedura concorsuale (definita eccezionale dal Consiglio di Stato, rispetto all’ordinario scorrimento della graduatoria);

Anche una motivazione accurata e puntuale che spieghi il mancato ricorso alla graduatoria, non pone al riparo da eventuali contenziosi e da possibili pronunce negative, considerate le recentissime pronunce favorevoli all’obbligo del ricorso alle graduatorie;

E’ possibile ricorrere a graduatorie di altre amministrazioni, con modalità che probabilmente saranno chiarite a breve;

Non è ancora chiaro se il ricorso a graduatorie esterne sia procedura ordinaria, e obblighi a tutte le accortezze sopra elencate, come si trattasse di proprie graduatorie.

1
Gli uffici dirigenziali e le dotazioni organiche delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie, degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca, nonche’ degli enti pubblici di cui all’articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni

2
La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica avvia un monitoraggio dei posti vacanti presso le amministrazioni pubbliche e redige un elenco, da pubblicare sul relativo sito web. Il personale iscritto negli elenchi di disponibilita’ puo’ presentare domanda di ricollocazione nei posti di cui al medesimo elenco e le amministrazioni pubbliche sono tenute ad accogliere le suddette domande individuando criteri di scelta nei limiti delle disponibilita’ in organico, fermo restando il regime delle assunzioni previsto mediante reclutamento. Le amministrazioni che non accolgono le domande di ricollocazione non possono procedere ad assunzioni di personale.

Un pensiero su “Scorrimento graduatorie concorsuali: facoltà o obbligo?

  1. Pingback: Graduatorie concorsuali: le ultime novità | Leggi che fare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserisci il risultato dell\'operazione *